Tanti Auguri Papà

SALUTE VECIO!

Birra Artigianale Decameron - Festa del Papà

Ciao Papà. Sono io. Si mi sono ricordato anche quest’anno della tua festa. Io. Piuttosto tu. Te ne dimentichi sempre. Lo so, per te sono festa tutte quelle domeniche che torno a pranzare a casa. Lo so che ti prepari tutta settimana la lista di cose da chiedermi. La lettera della banca. Quelle cose da buttare via ma non sai cosa sono. RAI 2 che non si vede più, è fuori sintonia.

Sai, io non è che mi scocci a fare tutte queste cose. Quando rimando, però, è perché mi piace pensare che non ci sia fretta. Abbiamo ancora tutto il tempo. Abbiamo ancora molte domeniche. Il festival, comunque, lo danno su RAI 1. Sei sempre stato parsimonioso e timorato delle novità. Ma non preoccuparti. La banca ti ha mandato il solito estratto trimestrale. Sì, ti frega 2 Euro e 50. Lo so che vuoi imparare il computer. Ora però continuiamo così.

A pranzo, quando torno, voglio la parmigiana, quella con le melanzane del tuo orto. Voglio ancora quella Birra Artigianale che ti fai arrivare ogni mese dal tuo distributore di fiducia. E che tiri fuori solo quando arrivo io, perché mamma non te la lascia bere durante la settimana. Tu che dici, ogni volta, “questa gli è venuta meglio, vero?”. Si, questa volta è migliore papà.

Io voglio che rimanga tutto così. Perché quando le cose là fuori si fanno dure, io voglio tornare qui. Sapere che nulla cambia qui. I tuoi insegnamenti, i tuoi racconti e il loro tempo. Quando fuori le cose vanno bene, invece, il primo pensiero è raccontartelo la sera al telefono. Velocemente. Sì, perché ho sempre qualcos’altro da fare, lo so. Sentirti ridere. E raccontartelo ancora la domenica a pranzo. Con più calma. A quella tavola, aspettando la parmigiana fumante. Dove il tempo si è fermato. Il ricordo di quei sapori. Di quella casa. Di noi. Il tempo tanto sfidato da adolescente, ora un po lo temo. Si me lo dicevi. Io non capivo però. Del resto siamo fatti di passione e memoria. La prima si fa saggezza. Per la seconda dammi ancora un po di tempo.

Quando sono perso riparto sempre da li. Dal nostro ultimo pranzo della domenica. Dalla passione e dalla memoria. Dalla condivisione.

Allora dai, papà, raccontami di nuovo di quando non mangiavo ne verdura ne frutta. Dimmi di come mi distraevi con le macchinine pur di farmi mangiare. Di come per farmi addormentare dovevamo girare in macchina la sera per ore. Inizia il tuo racconto. Inizia perché anche questa domenica ho voglia di ritrovarti giovane trentenne di allora nelle tue storie. Storie di un Papà coi capelli bianchi e rughe sul viso. Meno forza fisica e più serenità. Serenità di chi osserva e non deve correre. Ora tocca a me correre. Perché domani dovrò essere io a raccontare le mie storie. Dovrò fare i conti con i miei capelli bianchi e le mie rughe. Dovrò far giocare mio figlio con le macchinine. Inizia papà, e tanti auguri per la tua festa. La Birra la verso io. Salute.

By | 2016-12-26T21:22:53+00:00 marzo 19th, 2016|Appunti dello Chef Fede|0 Comments

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Birrificio Decameron
Il Birrificio Artigianale Decameron nasce dalla passione per la tradizione Italiana. Birra Artigianale come elemento di condivisione. Condivisione di una tavola, dei valori. Del tempo.

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