Birra Artigianale e Carciofi alla Giudia

UN PIATTO DELLA TRADIZIONE ROMANA

Birra Artigianale Decameron e Carciofi alla Giudia

Mi chiedo spesso se siamo destinati a vivere la nostra vita una sola volta, in un momento ben preciso, collocato sulla linea del tempo del genere umano, o se la reincarnazione sia una cosa reale. Mi piace pensare che sia così, perché ancor di più mi piace immaginare quali possano mai essere le vite precedenti delle persone che conosco. O perché no, quelle future.

Aurelio, trasteverino DOC, doveva essere sicuramente un cantastorie. Un incantatore di serpenti. Un abile oratore romano in toga intento ad affascinare i senatori romani con i suoi eloquenti discorsi. La sua romanità trova espressione in tutto quello che fa. Non è difficile immaginarlo intento a divorare un piatto di spaghetti al fianco di Alberto Sordi o in qualche film di Rossellini, o perché no, come “vitellone” di Fellini. Ogni volta che faccio un salto nell’eterna urbe non manca occasione per scoprire uno degli innumerevoli tesori disseminati nella città in sua compagnia. Come l’ultima volta, quando mi portò nell’affascinante Ghetto Ebraico di Roma, proprio di fronte all’Isola Tiberina sul Lungotevere de’ Cenci.

Aurelio mi spiegava che, oltre ad essere stato set cinematografico di alcune tra le più belle pellicole italiane, nel ghetto ebraico un tempo sorgeva il più grande mercato del pesce di Roma, data la vicinanza al fiume Tevere. Mi raccontava delle umili origini della Zuppa di Pesce alla Romana, attualmente uno dei piatti più richiesti nei ristoranti, e di tutta una serie di fritti e manicaretti tipici della tradizione. Tra cui i famosi Carciofi alla Giudia, che non si limitano ad essere un contorno composto da carciofi fritti, ma sono un vero e proprio patrimonio dell’umanità. Hanno un’origine antica, che risale probabilmente al XVI secolo. Si racconta che le massaie ebree, utilizzando solo ed esclusivamente qualità di carciofi romani detti “mammole”, li preparassero in occasione del Kippur, periodo di digiuno e preghiera della durata di 24 ore, alla fine delle quali i praticanti consumavano questo tipo di pietanza.

Quanti ne abbiamo mangiati quella sera, accompagnati ad un bel calice fresco di birra artigianale, non me lo ricordo. Quando Aurelio racconta le sue storie sospende il presente e risveglia spesso le nostre vite passate, facendoci perdere i conti.

Ingredienti

  • 4 carciofi teneri tipo “mammole”
  • 1/2 limone
  • Succo di limone (almeno due cucchiai) 
  • Olio 1,5 l
  • sale
  • pepe

Per prima cosa mondiamo le “mammole” eliminando le parti dure del gambo, che sono l’ultima parte e l’esterno della corteccia. Stacchiamo tutte le foglie esterne fino a quando non avremmo raggiunto quelle più tenere di colore più chiaro. Immergete i carciofi puliti in una scodella con acqua e succo di limone per evitare che anneriscano. Posizionare ciascun carciofo a testa in giù (quindi con il gambo rivolto verso l’alto) su un tagliere ed esercitare una piccola pressione per schiacciarlo e farlo aprire, facendo attenzione a non far rompere le foglie. A questo punto, salateli e pepateli sopra e sotto e se vi va potete cospargerli con un altro po’ di succo di limone.

Nel frattempo mettete a scaldare l’olio per friggere in un pentolino. Quando la temperatura avrà raggiunto i 140° immergete il primo carciofo. Fate attenzione agli schizzi di olio e, aiutandovi con una pinza, rigirate il carciofo ad intervalli di tempo per farlo cuocere in modo uniforme.

Scolatelo facendo assorbire l’olio dalla carta da un paio di strati di cucina assorbente ed è pronto per essere servito.

By | 2018-03-09T13:27:46+00:00 marzo 9th, 2018|Ricettario dello Chef Fede, Senza categoria|0 Comments

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Lo Chef Fede
Amo la buona tavola. Amo condividerla con gli amici, e passare del tempo con loro a provare nuovi sapori, nuovi abbinamenti, nuove armonie. Le birre Decameron sono il mio modo di vedere il mondo. Sono la mia storia, i miei luoghi e le mie passioni. Sono il mio augurio di godere la vita con lo spirito della tradizione. Tutto sommato, Decameron, siamo un po tutti noi. E quindi, buona bevuta amici.

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